Milazzo (ME) su trottoir a vermeti il più grande 31mm da notare che questi esemplari piccoli tozzi e robusti li trovo solo tra le pozze di acqua marina dei trottoir, che sia un'adattamento per fronteggiare il moto ondoso?
Ciao Andrea, anch'io ho trovato un esemplare simile ai tuoi, corto e tozzo, in una pozza di marea in Croazia, precisamente a Rt. Kamenjak, la punta dell'Istria. Misura 31.8 mm di altezza per 18.2 mm di diametro. L'ho rinvenuto con resti dell'animale morto ad una profondità di circa 10 cm.
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Andrea
Solo quando l’ultimo fiume sarà prosciugato, quando l’ultimo albero sarà abbattuto, quando l’ultimo animale sarà ucciso, solo allora capirete che il denaro non si mangia (Profezia Creek)
L'ultimo della seconda fila è un esemplare di Conus ottiliae: è molto probabile che si tratti di un esemplare subfossile.
Tutti morphi di ventricosus per me
La vita è bella quando dura poco [/quote]
Sul fatto che l'ultimo Conus in basso sulla destra, nella fotografia che hai inserito il 21/04/2013, sia un Conus ottiliae non ci sono dubbi. Il Conus (Chelyconus) ottiliae (Hoernes & Auinger, 1879) non è una specie vivente, fino a prova contraria: è una specie che risulta estinta dal Pliocene. Esemplari fossili sono stati ritrovati anche da Sacco in Piemonte e un esemplare di 8 mm. è stato trovato a Milazzo, caduto in mare dagli strati Pliocenici esposti alle intemperie sulla costa.
L'esemplare in mio possesso mostra chiaramente una discreta granulosità sulle spire, in corrispondenza della sutura, granulosità presente anche nei disegni di Hoernes & Auinger e di Sacco. Tu stesso puoi verificare sul tuo esemplare la presenza di questa granulosità.
Anche per quanto riguarda il primo esemplare della seconda fila, proveniente dal Canale di Sicilia, da una profondità di 220 m., tu stesso puoi verificare quanto siano diversi questo esemplare e l'altro simile più giallino, dal terzo esemplare proveniente dalla stessa zona, sempre in tuo possesso, che invece è chiaramente un Conus mediterraneus: confronta la scultura alla base, l'ampiezza dell'apertura alla spalla, la larghezza del corpo all'altezza della spalla, la forma della spira e in particolare dell'apice.
Come di Razgrid, "Un viaggio di scoperta non è cercare nuove terre ma avere nuovi occhi."
Ciao Alessandro, con l'esperessione che per me sono tutti morphi di ventricosus mi riferivo al fatto che PER ME (da ignorante in materia) tutti questi nomi sono solo dei morphi/popolazioni/clade/sottospecie di ventricosus, che è specie polimorphica, e non sappiamo nulla sui fossili, cioè conosciamo solo la conchiglia, che non serve a molto nel distinguere le specie... (peace & love )
La vita è bella quando dura poco
Modificato da - Nappus in data 06/10/2013 19:28:34
Ti ringrazio per la tua precisazione. Sono assolutamente d'accordo con te sul fatto che non abbiamo la possibilità di distinguere tra le varie specie fossili se non attraverso la forma della loro conchiglia, e molte volte ciò è davvero poco e genera confusione. Tuttavia vorrei sottolineare, senza sollevare nessun contrasto, che determinate caratteristiche consentono di inquadrare una specie in un genere piuttosto che in un altro, ad esempio Lithoconus, Chelyconus o Stephanoconus, di distinguere tra diverse specie o raggruppare diversi esemplari all'interno di un'unica specie. Un esempio attuale è costituito dal Conus striatulus, dal Conus taurinensis e dal Conus parvus. Pur avendo questi Conus fossili forme differenti, già in passato si riconobbe la possibilità che queste specie fossero legate tra di loro e potessero essere varietà di una sola specie. In questi ultimi mesi, sono stati ritrovati esemplari che conservano pienamente la colorazione e che hanno consentito di confermare questa intuizione. Di una di queste specie, il Conus striatulus, sono stati confermati ritrovamenti di esemplari vivi: sono pertanto in attesa di un esemplare che consenta di effettuare l'analisi del mollusco.
Ancora, ho notizia che negli ultimi 4 anni, i dati preliminari relativi all'analisi del DNA di diversi esemplari di Conus "mediterraneus" hanno mostrato l'esistenza di almeno 4 - 5 specie di Conus che vengono comunemente raggruppate sotto il nome di Conus mediterraneus, che possono essere riconosciute soprattutto attraverso il colore del mollusco, anche se personalmente non sono aggiornato sui particolari della ricerca.
Ciò che mi preme mettere in evidenza è che non è così scontato il fatto che l'unica specie oggi esistente nel Mediterraneo sia il Conus mediterraneus.