Alcune conchiglie abissali sono capaci di convertire in modo efficace l’idrogeno in energie dalle proprie cellule. Queste conchiglie sono stati ritrovati dai ricercatori dell’istituto di microbiologia marina Max Planck di Brema (MARUM) nelle faglie idrotermali del fondo oceanico e hanno scoperto su di loro dei batteri simbiotici che convertiscono l’idrogeno in energia. Da quando le faglie idrotermali sono state scoperte sul fondo del mare, i ricercatori hanno studiato sopratutto due risorse energetiche della vita marina: il solfuro idrico e il metano. Adesso gli esperti del MARUM hanno scoperto una terza risorsa energetica nell’Atlantico, vinico all’Equatore (latitudine settentrionale 14:45’, longitudine occidentale 44:58’), nel sito idrotermale Logatchev, a 300 metri sotto il livello del mare. Gli esperti hanno portato le conchiglie al laboratorio e hanno capito che esse usano un’energia diversa di quelle conosciute in precedenza. "Secondi i nostri calcoli, l’ossidazione dell’idrogeno a quella faglia produce sette volte più energia che l’ossidazione del metano et 18 volte più dell’ossidazione del solfuro” ha dichiarato la ricercatrice Jillian Petersen. La conchiglia in questione, Bathymodiolus puteoserpentis è il più prolifico in questa regione, e questa popolazione consuma 5000 litri d’idrogeno all’ora. Secondo Petersen queste faglie idrotermali, che si trovano lungo delle catene di montagne sottomarine in mezzo all’oceano, possono essere considerate come "un’autostrada piena di stazioni di servizio”. Chissà, un bel giorno anche l’uomo potrá "fare il pieno” da queste cellule caricate d’idrogeno.
Mario
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